Non un numero: un’onda lenta che ha attraversato il Paese
come luce che filtra tra le persiane all’alba.
Italia è stata questo:
una stanza che si apre,
una voce che torna,
un passo che ricomincia.
La democrazia non è scesa dall’alto,
non è esplosa in un istante:
ha camminato piano,
ha bussato alle porte,
ha imparato i nomi delle strade,
ha raccolto il fiato di chi non aveva più fiato.
Ottant’anni sono un respiro lungo,
un vento che non si vede ma muove tutto:
le foglie, le piazze, le attese,
le mani che si cercano senza saperlo.
E così, oggi,
questa ventata di democrazia
non è un ricordo né una promessa:
è l’aria stessa che ci attraversa,
silenziosa, tenace,
come oro che non smette di brillare.
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